Quel poco che mancava venerdì è stato consumato. Ora è lunedì e il grande viaggio è finito da due giorni. Le ultime due persone sono arrivate a Courmayeur, i primi premiati e tutti festeggiati.

La Gioia, per tutti, di aver concluso o almeno preso parte a questo cammino sulle Alte Vie. La Gioia, mia, di star fuori casa una settimana senza una dimensione di spazio e di tempo definita da orari ma dalla luce, del giorno e della notte, la Gioia dell’attesa, della partenza, delle fotografie, delle persone incontrate, dei sorrisi, delle parole, del far finta di vivere una vita così, la casa in macchina e via andare.

La Gioia della meta nel viaggio, della condivisione, dei messaggi, degli sguardi, dei “Grazie e arrivederci”, della stanchezza, delle albe e dei tramonti, dei panorami, di farsi un caffè con davanti agli occhi il sole che sorge su quelle montagne lì, la Gioia di questa settimana magica che vorrei durasse un mese o due perché sto proprio bene là fuori, senza bisogni ma pieno di Gioia, appunto. La Gioia che provo a ringraziare TUTTI quelli che mi sono stati vicino, che mi hanno accompagnato sui sentieri, portato lo zaino, telefonato, scritto, fatto domande o semplicemente ascoltato.

GRAZIE. La Gioia nel non far diventare mai un’abitudine lo stupirsi di fronte a tanta BELLEZZA.

Ho voluto scrivere della Gioia perché venerdì sera al Col de Malatrà mi si è presentata davanti ogni volta che arrivava un concorrente, l’euforia di Germain in cima al colle, le urla di tanti all’inizio della discesa, ma l’intensità e il caso direi, nel vedere un concorrente spagnolo appoggiarsi alla roccia proprio davanti a me, nel silenzio completo, posare i bastoncini per terra e piangere, senza dire una parola ma semplicemente girandosi ad ammirare quello per cui aveva camminato tutti quei giorni, bè, credo proprio che quella Gioia lì, che più di tutto sapeva di conquista e liberazione, me la porterò dietro per sempre.
Ne sono sicuro.