Caro colle, era un anno che ti volevo vedere e ieri, finalmente, ce l’ho fatta. Sono salito da te nel primo pomeriggio e una volta lassù ho incontrato Aurelio, Pietro e Lucio.

Ci siamo fatti compagnia per un bel paio d’ore, festeggiando i concorrenti, fotografando quello spettacolo di visione che ci hai offerto, improvvisando un caffè e aspettando le prime stelle. Per Lucio era la quarta notte fra le tue rocce, Pietro, come me, era lì per far durare un pò di più quei momenti di gioia e sfogo dei concorrenti e Aurelio lo aveva accompagnato.

Hai accolto tutti con modestia, nonostante la tua grandezza. Certo, per godere di quelli scenari lì un pò di fatica ce l’hai fatta fare, ma poi una volta sulle tue spalle, tutto passa. La fatica si dimentica, la gioia si trasforma in sfogo, scendono lacrime, la vista guarda lontano, tutti sanno che Courmayeur è lì sotto.

Ancora quattro passi fuori dal tempo e sono arrivati, loro. Noi invece ti abbiamo salutato e siamo scesi al rifugio Frassati; polenta, vino rosso e ritorno a casa. Manca poco.